<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3472800434436142342</id><updated>2009-11-12T15:20:24.946+01:00</updated><title type='text'>YogurtZine</title><subtitle type='html'>magazine di cibo, ambiente e territorio</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://yogurtzine.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://yogurtzine.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25'/><author><name>Yogurtzine</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16967335818074536765</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>40</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3472800434436142342.post-6002558904173319578</id><published>2008-05-16T12:33:00.001+02:00</published><updated>2008-05-16T12:36:01.383+02:00</updated><title type='text'>"QUALICIBI": cibi di ieri e di domani</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Dal 28 al 30 maggio 2008 presso Le Agavi Hotel a Positano si terrà il Convegno QUALICIBI “Cibi di ieri e di domani: qualità e sicurezza tra tradizione e innovazione”.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Il convegno costituisce l’occasione per la presentazione dei risultati delle attività di ricerca condotte nell’ambito dei seguenti progetti:&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Innovazione tecnologica della filiera bufalina, finanziato dal MIUR responsabile scientifico Prof. Luigi Grazia Università di Bologna;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Approcci biotecnologici per la valorizzazione di carni bufaline finanziato dal MIUR responsabile scientifico Prof. Raffaele Coppola;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoBodyText"&gt;Colture microbiche e strategie finalizzate a garantire sicurezza d’uso e proprietà salutistiche di prodotti lattiero caseari finanziato dal MIUR responsabile scientifico Prof.ssa Francesca Clemente Università Politecnica di Ancona;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;NOCHEMFOOD (Novel Vegetal-based Extracts Additives for Chemical-Free Food) finanziato dall’UE nell’ambito del Sesto Programma Quadro, responsabile scientifico Dott. Alfonso Sada ISA-CNR ;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoBodyText"&gt;Valorizzazione di prodotti da acquacoltura in Campania&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;finanziato dalla Regione Campania responsabile scientifico Prof.ssa Elena Sorrentino Università del Molise; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;MIGECORT (Migliorare la gestione ed il consumo degli ortaggi di IV gamma) finanziato dal MIPAF, coordinatore del progetto Dott. Vittorio Caponigro.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Al convegno, che affronterà i temi della qualità e della sicurezza degli alimenti,.parteciperanno anche altri studiosi e gruppi di ricerca, estranei ai menzionati progetti di ricerca, con la presentazione di relazioni o poster nella consapevolezza che ciò potrà apportare arricchimenti nelle conoscenze e proficuo confronto. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoBodyText" style=""&gt;Il Convegno si inserisce in un dibattito di grande attualità soprattutto in questo momento in Italia, infatti, nell'ambito del convegno è prevista una tavola rotonda, il 30 Maggio alle 15,00, dal titolo "Qualità ambientale e sicurezza alimentare" a cui parteciperanno i rappresentanti del mondo politico, accademico e produttivo, delle amministrazioni locali e dell'informazione.La tavola rotonda sarà introdotta da una relazione del prof. Malorni, direttore dell' ISA-CNR di Avellino, dal titolo "Le diossine nella catena alimentare: tra rischi reali e allarmismi ingiustificati".&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoBodyText" style=""&gt;Inoltre sempre nell'ambito del convegno sarà presentata la Formica Onlus (Formazione e Ricerca per il Miglioramento e l' Innovazione in Campo Alimentare), un'associazione senza scopo di lucro, che intende rivolgere la propria attività istituzionale alla tutela ed alla valorizzazione dell'ambiente e della natura, con particolare riferimento ad attività di promozione e sviluppo della formazione scientifica finalizzata alla diffusione delle conoscenze relative alla qualità degli alimenti ed alle caratteristiche degli stessi in relazione all'aspetto salutistico per l'uomo e gli animali.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Il programma è scaricabile dal sito della Formica Onlus (www.formicaonlus.org).&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3472800434436142342-6002558904173319578?l=yogurtzine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://yogurtzine.blogspot.com/feeds/6002558904173319578/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3472800434436142342&amp;postID=6002558904173319578' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/6002558904173319578'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/6002558904173319578'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://yogurtzine.blogspot.com/2008/05/qualicibi-cibi-di-ieri-e-di-domani.html' title='&quot;QUALICIBI&quot;: cibi di ieri e di domani'/><author><name>Camilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10276130903387512630</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='03792302684431087568'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3472800434436142342.post-5185602909236985439</id><published>2008-05-11T08:50:00.004+02:00</published><updated>2008-05-11T09:01:46.101+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='oltre la tavola'/><title type='text'>Internet inquinerà presto più del traffico aereo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una notizia, riportata oggi da &lt;a href="http://news.wintricks.it/web/dal-web/25391/internet-inquina-piu-degli-aerei/"&gt;Wintricks&lt;/a&gt;, ci toglie anche l'ultimo sfizio che credevamo innocente: navigare in internet ci rende infatti compartecipi di un inquinamento pari a 160 milioni di tonnellate di Co2 all'anno (pari allo 0,3 % del totale) che vengono rilasciate nella nostra atmosfera da decine di milioni di macchine e dai relativi impianti di raffreddamento. Secondo le stime, nel 2020 i server di tutto il mondo inquineranno più del traffico aereo.&lt;br /&gt;Sarebbe il caso che in tutto il mondo -o almeno nel gruppo dei Paesi più attenti all'ambiente- venisse stabilita una data entro la quale far migrare tutti gli impianti server all'energia solare -o almeno quelli sui cui edifici si possono installare dei pannelli. Mi domando però di quanta energia avrebbero bisogno, considerando anche che ci sarà sicuramente una notevole variabilità nel quantitativo di corrente assorbita, e quindi temo che sarebbe davvero molto difficile riuscire a rendere internet -l'immateriale per eccellenza- meno inquinante.&lt;br /&gt;Se pensiamo che il 60 % del traffico email è costituito da spam e il maggior business mondiale sulla Rete è appannaggio dei siti porno, non abbiamo neanche la scusa di poter dire: beh, ma almeno serve!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3472800434436142342-5185602909236985439?l=yogurtzine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://yogurtzine.blogspot.com/feeds/5185602909236985439/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3472800434436142342&amp;postID=5185602909236985439' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/5185602909236985439'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/5185602909236985439'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://yogurtzine.blogspot.com/2008/05/internet-inquiner-presto-pi-del.html' title='Internet inquinerà presto più del traffico aereo'/><author><name>Chicco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05967123762897448990</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14582166189108517209'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3472800434436142342.post-6567452949494899864</id><published>2007-12-03T11:00:00.000+01:00</published><updated>2007-12-03T11:02:06.563+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Prima della tavola'/><title type='text'>Brevi - 1'900 km per arrivare sulle nostre tavole. Non sarà un po' troppo?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Riporto una parte di un &lt;a href="http://www.vinix.it/myDocDetail.php?ID=534"&gt;articolo&lt;/a&gt; di TigullioVino:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Gore nel suo libro “Una scomoda verità” ha inserito l’acquisto di cibi locali offerti direttamente dagli agricoltori nell’elenco delle cose da&lt;br /&gt;fare per dare una mano a salvare la terra dal surriscaldamento globale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“È stato stimato che un pasto medio percorre più di 1.900 km per camion, nave, e/o aereo, prima di arrivare sulla nostra tavola, quindi è molto più ragionevole comprare alimenti che non devono fare tutta quella strada perché spesso ci vogliono più calori di energia per portare il pasto al consumatore di quanto il pasto stesso provveda in termini nutrizionali”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un invito, questo del premio Nobel Al Gore, a impegnarsi per mangiare alimenti a “km zero”, prodotti cioè vicino casa, che Coldiretti vuole raccogliere con forza a difesa del prodotto locale, per la tutela dell’ambiente, ma anche in virtù della nuova sensibilità etica che il cittadinoconsumatore sempre più manifesta quando acquista i prodotti alimentari.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3472800434436142342-6567452949494899864?l=yogurtzine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://yogurtzine.blogspot.com/feeds/6567452949494899864/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3472800434436142342&amp;postID=6567452949494899864' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/6567452949494899864'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/6567452949494899864'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://yogurtzine.blogspot.com/2007/12/brevi-1900-km-per-arrivare-sulle-nostre.html' title='Brevi - 1&apos;900 km per arrivare sulle nostre tavole. Non sarà un po&apos; troppo?'/><author><name>Chicco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05967123762897448990</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14582166189108517209'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3472800434436142342.post-5780176334397947867</id><published>2007-12-02T21:03:00.000+01:00</published><updated>2007-12-02T21:11:16.447+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Prima della tavola'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='oltre la tavola'/><title type='text'>Il combustibile delle termiti</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: arial; font-style: italic;"&gt;Com'è noto, i biocombustibili sembrano una soluzione immediata e praticabile al problema energetico su scala planetaria (soprattutto per sostituire i carburanti esistenti), ma ne creerebbero subito un altro: per essere prodotti in quantità sufficienti, si dovrebbe coltivare un'estensione talmente ampia di terreno da mettere in seria crisi l'approvvigionamento alimentare mondiale. Inoltre, tali coltivazioni sarebbero impiantate principalmente nelle aree povere del pianeta, quelle dove lo sfruttamento intensivo dell'agricoltura non ha ancora saturato il territorio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: arial; font-style: italic;"&gt;Per questo urge trovare altre soluzioni eticamente corrette nei confronti di chi non ha un adeguato sostentamento nutrizionale. Una possibile soluzione viene da uno studio che prende ad esempio il sistema adottato dalle termiti per produrre l'energia necessaria a sopravvivere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: arial; font-style: italic;"&gt;Riportiamo qui la notizia data dal sito Le Scienze.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema più grave posto dallo sviluppo dell'attuale generazione di biocombustibili è che per ottenere una buona conversione enzimatica in etanolo della materia prima, bisogna ricorrere a risorse agricole che hanno anche una destinazione alimentare. Per ovviare a questo inconveniente, che ha già suscitato aspre polemiche, si stanno studiando processi alternativi che consentano lo sfruttamento diretto della cellulosa, ossia di una materia priva di interesse alimentare. Finora tuttavia i processi di questo tipo individuati sono alquanto complessi e difficili da trasportare su una scala industriale. &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Un passo in avanti su questa strada potrebbe però venire dalle termiti. L'intestino di questi insetti - che in molte regioni del globo provocano ogni anno danni per miliardi di euro - è suddiviso in diversi compartimenti, nei quali sono ospitate specifiche comunità di microbi. Ognuna di queste colonie ha il compito di convertire i polimeri del legno, in zuccheri, che possono poi essere fermentati in combustibile. &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Ora - come è riportato in un articolo pubblicato su "Nature" - un gruppo internazionale di biologi è riuscito a sequenziare e analizzare il codice genetico di questi microbi, compiendo un passo chiave verso la possibilità di riprodurre su scala industriale quanto avviene, con grande efficienza, nel microscopico bioreattore che è l'intestino della termite. &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;I ricercatori, in particolare, hanno analizzato circa 71 milioni di "lettere" del codice genetico dei fibrobatteri (che degradano la cellulosa) e dei treponemi (che, attraverso la fermentazione la convertono in zuccheri) estratti dall'intestino di una colonia di termiti del Costa Rica. &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;"In teoria - osserva Andreas Brune del &lt;a href="http://www.mpi-marburg.mpg.de/"&gt;Max-Planck-Institut per la microbiologia terrestre&lt;/a&gt; - grazie a questi batteri le termiti potrebbero convertire un foglio di carta A4 in due litri di idrogeno."&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Per portare a scala industriale questo processo, ha aggiunto Eddy Rubin, direttore de &lt;a href="http://www.jgi.doe.gov/"&gt;Joint Genome Institute&lt;/a&gt; (JGI) del Dipartimento per l'energia degli Stati Uniti, "bisogna individuare il gruppo di geni che ha gli attributi funzionali chiave nella demolizione della cellulosa, e questo studio ha fatto un passo in avanti essenziale in questo cammino." (&lt;em&gt;gg&lt;/em&gt;)&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3472800434436142342-5780176334397947867?l=yogurtzine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://yogurtzine.blogspot.com/feeds/5780176334397947867/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3472800434436142342&amp;postID=5780176334397947867' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/5780176334397947867'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/5780176334397947867'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://yogurtzine.blogspot.com/2007/12/il-combustibile-delle-termiti.html' title='Il combustibile delle termiti'/><author><name>Chicco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05967123762897448990</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14582166189108517209'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3472800434436142342.post-5150166194715913417</id><published>2007-11-19T11:01:00.000+01:00</published><updated>2007-11-20T11:35:26.536+01:00</updated><title type='text'>A proposito del latte d'asina</title><content type='html'>&lt;p style="color: rgb(255, 255, 255);" class="MsoNormal"&gt;Il latte di asina è un prodotto antico, che l’uomo ha utilizzato da sempre. Non ci sono documenti che indicano il momento in cui l’uomo ha iniziato a mungere le asine, ma si presume che questa attività abbia avuto origine con la nascita dell’ allevamento di asini. Le più antiche testimonianze storiche atte a documentare la presenza di allevamenti asinini sono delle raffigurazioni su bassorilievi, risalenti al &lt;st1:metricconverter productid="2500 a" st="on"&gt;2500 a&lt;/st1:metricconverter&gt;.C, ritrovate in Egitto. Nello stesso territorio Come non ricordare le ambizioni di bellezza di Cleopatra e, a Roma, quelle di Poppea che, con le loro abitudini ampiamente documentate dagli storici del tempo, mettono in risalto le proprietà del latte di asina.&lt;br /&gt;Plinio tra Roma e Atene diffuse ricette per preparare pozioni e unguenti a base di cipolla, piante palustri e latte di asina, considerandolo un liquido particolarmente curativ.&lt;br /&gt;Bisognerà comunque attendere il Rinascimento, per una prima vera considerazione scientifica del latte di asina da parte dei saggi del tempo, quando Francesco І, in Francia, su consiglio dei suoi medici utilizzò il latte di asina per guarire da una lunga malatti a. Nel XIX° secolo, sempre in Francia, ad opera del dottor Parrot dell’ “Hôpital des Enfants Assistes” si diffuse la pratica di avvicinare i neonati direttamente al capezzolo dell’asina per essere allattati.&lt;br /&gt;Attualmente si osserva in Italia un interesse per il latte di specie diverse da quelle generalmente considerate lattifere (bovina, ovicaprina). Questo è dovuto sia ad un desiderio di tutelare le biodiversità, sia ad esigenze terapeutiche.&lt;br /&gt;Si verificano sempre più frequentemente, infatti, allergie o intolleranze alle componenti del latte vaccino, che richiedono l'utilizzo di latte alternativo.&lt;br /&gt;Il latte di asina si presenta come un ottimo &lt;u&gt;alimento funzionle,&lt;/u&gt; il cui interesse si amplia in numerosi settori fino anche a quello zootecnico.I suoi maggiori campi di impiego sono quello &lt;i&gt;medico&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;alimentare&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;cosmetico&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;In campo medico il latte di asina trova impiego per il contenimento delle forme di APLV (&lt;i style=""&gt;L'allergia alle proteine del latte vaccino&lt;/i&gt;) nei neonati e adulti, per la convalescenza, per la regolarizzazione della flora gastro-enterica, per la prevenzione di malattie cardiovascolari, infiammatorie e di natura autoimmune.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Nell’alimentazione dei neonati il latte di asina è una valida alternativa naturale per quelli che non possono disporre del latte materno.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Bisogna ricordare che il suo valore energetico risulta piuttosto inferiore ai valori medi richiesti da un’alimentazione equilibrata, tuttavia si possono eseguire facili integrazioni per correggere questo difetto. I vantaggi di alimentare con latte di asina un bimbo si identificano in alcuni punti quali: la quantità di lattosio e del residuo secco, prossimi a quella del latte umano. Tali che il carico renale di bambini alimentati con latte di asina è stato stimato essere simile a quello riscontrato in neonati alimentati con latte materno.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3472800434436142342-5150166194715913417?l=yogurtzine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://yogurtzine.blogspot.com/feeds/5150166194715913417/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3472800434436142342&amp;postID=5150166194715913417' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/5150166194715913417'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/5150166194715913417'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://yogurtzine.blogspot.com/2007/11/proposito-del-latte-dasina.html' title='A proposito del latte d&apos;asina'/><author><name>Camilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10276130903387512630</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='03792302684431087568'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3472800434436142342.post-3763267075707109156</id><published>2007-11-15T08:01:00.000+01:00</published><updated>2007-11-15T08:12:36.313+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Prima della tavola'/><title type='text'>E' nata la Rete dei Semi Rurali (News)</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic; font-family: arial;"&gt;Rigiro la seguente email che mi è giunta, sintomo che qualcosa si muove anche in Italia, e che è necessario sostenere uno "sviluppo" umano, localizzato, etico e salutare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Cochin;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;font-size:85%;" &gt;Nel giorno di San Martino che segna la fine dell'annata agraria e l'inizio della nuova a Scandicci (FI) è stata creata la “Rete Semi Rurali” i cui soci fondatori sono 8 associazioni da tempo impegnate nella salvaguardia della biodiversità e della agricoltura contadina: l’Associazione Rurale Italiana (ARI), l’Associazione per la Salvaguardia della Campagna Italiana (ASCI), Archeologia Arborea, l’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica, Civiltà Contadina, il Consorzio della Quarantina, il Coordinamento Toscano Produttori Biologici (CTPB) e il Centro Internazionale Crocevia. Si tratta di un momento importante per il mondo dell’associazionismo agricolo italiano, che mettendosi insieme vuole ricordare a tutti che &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Cochin;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;font-size:85%;" &gt;&lt;strong&gt;la biodiversità agricola va conservata, valorizzata e sviluppata nelle campagne dagli agricoltori, prima di tutto, facendola una buona volta uscire dalle banche genetiche dei centri di ricerca.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-family:Cochin;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;font-size:85%;" &gt;La Rete si è data uno statuto per sostenere, facilitare e promuovere il contatto, il dialogo, lo scambio e la condivisione di informazioni e iniziative tra coloro che difendono i valori della biodiversità e dell’agricoltura contadina e si oppongono a ciò che genera erosione e perdita della diversità, all’agricoltura mineraria basata sulla monocoltura intensiva e/o sulle colture geneticamente modificate.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Cochin;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;font-size:85%;" &gt;I fondatori della Rete riconoscono che &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Cochin;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;font-size:85%;" &gt;&lt;strong&gt;il recupero delle varietà tradizionali e contadine deve diventare un'attività produttiva,&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Cochin;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;font-size:85%;" &gt; incentivando la commercializzazione e il consumo locale delle varietà più interessanti dal punto di vista alimentare, gastronomico e economico evitando di cadere nel clamore superficiale ed erosivo generato dal marketing della &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Cochin;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;font-size:85%;" &gt;&lt;em&gt;tipicità.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Cochin;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;font-size:85%;" &gt;Tra i suoi obiettivi principali ci sono il sostegno al recupero, coltivazione, allevamento, conservazione, scambio, sviluppo e diffusione di varietà e razze tradizionali e contadine di interesse agricolo; la promozione dell’innovazione rurale, anche attraverso la ricerca partecipativa, e lo scambio di conoscenze e saperi tra agricoltori; la valorizzazione della cultura rurale, dell’agricoltura contadina, dei saperi popolari, delle pratiche locali, delle titolarità collettive, dei luoghi comunitari, degli usi tramandati e delle consuetudini condivise;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Cochin;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;font-size:85%;" &gt;Per far questo è importante aver chiaro a quale modello agricolo la Rete si rivolge e a quali sono gli agricoltori di riferimento. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Cochin;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;font-size:85%;" &gt;&lt;strong&gt;Parlare di sementi adatte al territorio, vuol dire, infatti, parlare di agricoltura contadina e familiare,&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Cochin;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;font-size:85%;" &gt; realizzata spesso in quelle zone marginali, come, ad esempio, le tante montagne e colline che compongono l’ossatura del nostro paese o economicamente marginalizzata dal modello agroindustriale. In questo humus culturale vuole lavorare la Rete, diventando un tessuto connettivo di supporto e sostegno delle diverse realtà locali e nazionali già da tempo attive. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0;" align="justify"&gt; &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3472800434436142342-3763267075707109156?l=yogurtzine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://yogurtzine.blogspot.com/feeds/3763267075707109156/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3472800434436142342&amp;postID=3763267075707109156' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/3763267075707109156'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/3763267075707109156'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://yogurtzine.blogspot.com/2007/11/e-nata-la-rete-dei-semi-rurali-news.html' title='E&apos; nata la Rete dei Semi Rurali (News)'/><author><name>Chicco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05967123762897448990</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14582166189108517209'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3472800434436142342.post-3723328030704963847</id><published>2007-11-10T19:36:00.001+01:00</published><updated>2007-11-10T19:36:14.508+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span xmlns=''&gt;&lt;p style='text-align: justify'&gt;Se neanche il Prof. Umberto Veronesi, oncologo di fama mondiale e persona di grandi doti intellettive, esula dal novero di coloro che sbagliano ad inquadrare la questione degli OGM, vuol dire che molto probabilmente esiste un deficit di comunicazione e di circolazione delle reali problematiche a causa delle quali milioni di contadini lottano contro la loro diffusione nel mondo. Succede ieri, nel TG1, quando -ospite in studio- viene intervistato sul ruolo della ricerca genetica per la lotta contro il cancro e si spende a favore della ricerca sugli OGM in agricoltura. Stimolato sull'argomento, Veronesi sostiene che non c'è motivo di essere contrari agli OGM perché non c'è nessuna prova della loro nocività (ma neanche, direi, una prova contraria), e già milioni di persone ne fanno uso quotidianamente. Dopodiché fa un esempio che taglia la testa al toro: è proprio grazie ad una modifica genetica in un batterio, ottenuta impiantandovi tratti genici umani, che oggi si può produrre insulina a basso costo per i diabetici.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style='text-align: justify'&gt;Infatti il punto non è questo: la ricerca genetica è importante, non deve essere mortificata se i suoi scopi sono la salute dell'uomo e l'aumento della qualità della vita, anche perché la creazione di varietà artificiali è crossing genetico a tutti gli effetti ed è vecchia come l'agricoltura. Le varietà selezionate dall'uomo si sono rivelate in alcuni casi molto efficaci, dal momento che sono riuscite ad ottimizzare le caratteristiche di resistenza al clima in aree dove la coltivazione risulta difficoltosa, oppure a migliorare la resa dei raccolti, come ha fatto –con tecniche scientifiche ma tradizionali- Nazareno Strampelli all'inizio del Novecento. In molte parti del mondo, tuttavia, questo immenso patrimonio è stato spazzato via dalle varietà industriali, ed ora che se ne ha bisogno, non si cerca di recuperare quelle tradizionali ma si investono miliardi di dollari per crearne di nuove. Una ricerca genetica mirata, di qualità, controllata dal mondo al quale si rivolge –cioè da agricoltori e consumatori- sarebbe certamente auspicabile. Di comportamenti anetici, sleali, doppiogiochistici, di ipocrisia e avidità di potere e denaro non abbiamo proprio bisogno.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style='text-align: justify'&gt;Il problema che nessuno tocca, quindi –neanche il grande Veronesi-, investe la sfera del potere delle società transnazionali che producono sementi OGM, e dei diritti dei lavoratori della terra. Usurpazioni, connivenze fra società private e governi, tensioni e violenze connessi a simili conflitti, violazioni di diritti, soggezioni economiche di popolazioni povere, finanche sterminio di comunità attraverso una radicale appropriazione delle loro terre ed un'infiltrazione massiccia di equilibri economici e sociali a loro estranei che disgregano la loro cultura. Nessuno, dal tubo catodico, si affaccia nelle case degli italiani per dire loro che, mentre il rischio patogenetico connesso agli OGM è solo un'eventualità per il futuro, gli enormi squilibri socio-economici portati dalle compagnie dell'&lt;em&gt;agrobusiness&lt;/em&gt; sono un problema immediato e dilagante. Non ha senso spendere miliardi di dollari per una ricerca che riduce in schiavitù od annienta culture millenarie, soprattutto se queste ultime possiedono già una conoscenza sconfinata, sono custodi di una biodiversità che per l'uomo è solo un vantaggio e sono gli attori di un'agricoltura delicata, legata al territorio, naturale, intrinsecamente etica perché insegue i bisogni dell'uomo, non dei bilanci societarii.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Se al prof. Veronesi sta davvero a cuore la vita degli esseri umani, deve avere la consapevolezza che gli OGM non sono vita, e non lo saranno fin quando verranno seminati da mani ipocrite nel dolore e nel sangue dei poveri.&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3472800434436142342-3723328030704963847?l=yogurtzine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://yogurtzine.blogspot.com/feeds/3723328030704963847/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3472800434436142342&amp;postID=3723328030704963847' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/3723328030704963847'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/3723328030704963847'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://yogurtzine.blogspot.com/2007/11/se-neanche-il-prof.html' title=''/><author><name>Chicco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05967123762897448990</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14582166189108517209'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3472800434436142342.post-8189080535859506570</id><published>2007-11-09T19:20:00.000+01:00</published><updated>2007-11-09T19:28:09.915+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Prima della tavola'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='oltre la tavola'/><title type='text'>Due minuti per Greenpeace, due petizioni per l'ambiente</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: arial; font-style: italic;font-size:85%;" &gt;Riportiamo un'email di Greenpeace Italia per chi non l'ha ricevuta; in essa si invita a partecipare a due cyberazioni, ovvero ad inviare email precompilate nel testo (c'è solo da compilare il form anagrafico) per sostenere la posizione del Commissario europeo per l'Ambiente contro gli OGM, e per invitare alcune grandi catene distributive italiane a non vendere più nei propri supermercati le lampadine ad incandescenza.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: arial; font-weight: bold;font-size:180%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un minuto del tuo tempo per difendere l'Europa dagli Ogm&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciao,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima di tutto mi scuso per il "bombardamento di email" di queste settimane, ma questa è una comunicazione davvero urgente. E il tuo aiuto è fondamentale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo scorso 25 ottobre il Commissario europeo per l'Ambiente Stavros Dimas ha sfidato le aziende dell'agro-business rifiutando di autorizzare la coltivazione di due varietà di mais Ogm. La pressione delle aziende del settore è tuttavia molto forte e questa coraggiosa decisione a tutela dell'ambiente e dei consumatori rischia di essere ribaltata dalla Commissione Europea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Commissione si riunirà nei prossimi giorni. Dobbiamo tutti insieme sostenere la posizione espressa da Dimas e far capire, con chiarezza, che siamo contrari agli Ogm.&lt;br /&gt;Scrivi al Presidente della Commissione Manuel Barroso e ai Commissari Dimas, Kyprianou, Fischer-Boel e Frattini. E chiedi di bloccare la coltivazione di Ogm in Europa!&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.greenpeace.it/ogm/dimas"&gt;http://www.greenpeace.it/ogm/dimas&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ti ricordo inoltre che, in questo periodo, è attiva un'altra cyberazione a livello italiano per chiedere alla grande distribuzione - Coop, Auchan ed Esselunga – di eliminare dagli scaffali le lampadine incandescenti, sprecone e nemiche del clima. Dopo 10 giorni siamo a più di 3000 email inviate. Ma dobbiamo fare molto di più. Partecipa adesso!&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.greenpeace.it/incandescenti/scrivi.php"&gt;http://www.greenpeace.it/incandescenti/scrivi.php&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fai girare questa email tra i tuoi amici o colleghi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se vuoi sostenere adesso, con carta di credito, Greenpeace premi qui&lt;br /&gt;Per informazioni sulle altre modalità di donazione premi qui&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie di tutto e a presto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marcello Colacino&lt;br /&gt;Webmaster Greenpeace Italia&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3472800434436142342-8189080535859506570?l=yogurtzine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://yogurtzine.blogspot.com/feeds/8189080535859506570/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3472800434436142342&amp;postID=8189080535859506570' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/8189080535859506570'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/8189080535859506570'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://yogurtzine.blogspot.com/2007/11/due-minuti-per-greenpeace-due-petizioni.html' title='Due minuti per Greenpeace, due petizioni per l&apos;ambiente'/><author><name>Chicco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05967123762897448990</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14582166189108517209'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3472800434436142342.post-4760285813348091766</id><published>2007-11-07T15:15:00.000+01:00</published><updated>2007-11-07T15:27:24.975+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Prima della tavola'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='oltre la tavola'/><title type='text'>Troppa carne, le mucche inquinano più delle macchine.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: arial; font-style: italic;"&gt;"Se pensiamo che la produzione di un kg di manzo causa una emissione di gas serra e altri inquinanti equivalente a quella che si ottiene guidando per tre ore lasciando nel frattempo accese tutte le luci di casa, possiamo ben capire quanto sia potente la scelta di consumare meno alimenti animali, più potente di qualsiasi altra scelta il singolo possa fare. Questo porterebbe a molti effetti collaterali positivi: una dieta più sana, migliore qualità dell'aria, maggiore disponibilità di acqua, una razionalizzazione dell'uso dell'energia e della produzione di cibo".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;(Fonte: &lt;a href="http://www.greenplanet.net/content/view/20109/26/"&gt;GreenPlanet&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La notizia fa parte di uno studio dal titolo "Cibo, allevamenti, energia, cambiamenti climatici e salute" apparso su Lancet del 13 settembre, una prestigiosa rivista scientifica internazionale.&lt;br /&gt;Non pensiamo alle bistecche che cuciniamo nelle nostre case: di quelle abbiamo bisogno. Pensiamo a quanta carne viene prodotta per confezionare alimenti industriali precotti di cui non abbiamo nessun bisogno; a quanta ne rimane invenduta ogni giorno nella grande distribuzione; a quanta se ne spreca per il cibo industriale per cani e gatti; a quanti hamburger sfornano quotidianamente i fast-food di tutto il mondo, e specialmente lì dove non ci sono più tradizioni gastronomiche. E' evidente che c'è un problema di iperconsumo carneo perché c'è un problema di iperproduzione, al quale le industrie pongono rimedio stimolando i nostri gusti e le nostre abitudini alimentari fino a snaturarle. Non siamo noi ad aver bisogno di carne tutti i giorni, ma gli allevatori ad aver bisogno di venderla sempre. Troppa carne significa anche malattie, quindi costi sociali, aumento della pressione fiscale, sovraccarico per le strutture sanitarie -o, dove non c'è Stato sociale, spese ingenti a carico delle famiglie, impoverimenti, indebitamenti-.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3472800434436142342-4760285813348091766?l=yogurtzine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://yogurtzine.blogspot.com/feeds/4760285813348091766/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3472800434436142342&amp;postID=4760285813348091766' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/4760285813348091766'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/4760285813348091766'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://yogurtzine.blogspot.com/2007/11/troppa-carne-le-mucche-inquinano-pi.html' title='Troppa carne, le mucche inquinano più delle macchine.'/><author><name>Chicco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05967123762897448990</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14582166189108517209'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3472800434436142342.post-8016800203410788601</id><published>2007-11-07T15:12:00.000+01:00</published><updated>2007-11-07T15:37:26.672+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='oltre la tavola'/><title type='text'>VOTA PER RENDERE L'EUROPA LIBERA DAGLI OGM!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:Trebuchet MS;font-size:180%;"  &gt;&lt;span class="testo20" style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="arancione"&gt;Vuoi                              che l'agroalimentare, il cibo e la sua genuinità&lt;/span&gt;                              siano il cuore dello sviluppo, fatto di persone e                              territori, salute e qualità, sostenibile e                              innovativo, fondato sulla biodiversità, &lt;span class="arancione"&gt;libero                              da OGM?&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:Trebuchet MS;font-size:180%;"  &gt;&lt;span class="testo20" style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="arancione"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:Trebuchet MS;font-size:180%;"  &gt;&lt;span class="testo20" style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="arancione"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Va' su questo sito e vota: http://www.liberidaogm.org/liberi/voto.php&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span class="testosemplice"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:Trebuchet MS;" &gt;(La                            &lt;a href="http://www.liberidaogm.org/liberi/promotrici.php" class="linkpunteggiato"&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;"&gt;Coalizione                            &lt;strong&gt;“ItaliaEuropa – LIBERI DA OGM”&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:Trebuchet MS;" &gt;&lt;span class="testosemplice"&gt;                            è un vasto schieramento costituito dalle maggiori                            organizzazioni degli agricoltori, del commercio, della                            moderna distribuzione, dell’artigianato, della                            piccola e media impresa, dei consumatori, dell’ambientalismo,                            della scienza, della cultura, della cooperazione internazionale,                            delle autonomie locali)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3472800434436142342-8016800203410788601?l=yogurtzine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://yogurtzine.blogspot.com/feeds/8016800203410788601/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3472800434436142342&amp;postID=8016800203410788601' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/8016800203410788601'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/8016800203410788601'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://yogurtzine.blogspot.com/2007/11/vota-per-rendere-leuropa-libera-dagli.html' title='VOTA PER RENDERE L&apos;EUROPA LIBERA DAGLI OGM!'/><author><name>Chicco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05967123762897448990</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14582166189108517209'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3472800434436142342.post-6968870713954509666</id><published>2007-11-04T09:22:00.000+01:00</published><updated>2007-11-04T10:55:00.232+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Prima della tavola'/><title type='text'>Cosa dice un seme di soia ad un seme di mais?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cosa dice un seme di soia ad un seme di mais? "Prima i commestibili che i combustibili". Cosa dice una canna da zucchero ad una palma africana? "Prima i commestibili che i combustibili". E cosa dice un contadino ugandese, messicano o indonesiano ad un automobilista europeo? "Prima i commestibili che i combustibili".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Irene Iborra&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3472800434436142342-6968870713954509666?l=yogurtzine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://yogurtzine.blogspot.com/feeds/6968870713954509666/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3472800434436142342&amp;postID=6968870713954509666' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/6968870713954509666'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/6968870713954509666'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://yogurtzine.blogspot.com/2007/11/cosa-dice-un-seme-di-soia-ad-un-seme-di.html' title='Cosa dice un seme di soia ad un seme di mais?'/><author><name>Chicco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05967123762897448990</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14582166189108517209'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3472800434436142342.post-6230564244977417864</id><published>2007-11-02T10:11:00.000+01:00</published><updated>2007-11-02T10:30:17.803+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Prima della tavola'/><title type='text'>Scontro a fuoco fra attivisti sentierra brasiliani e la Syngenta</title><content type='html'>&lt;p style="text-align: justify; font-family: arial; font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;La stessa notizia del post precedente, dedicato alla Syngenta, è stata data anche dall’International Herald Tribune. Riportiamo l'articolo per intero, dato il suo carattere documentariale&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: lucida grande;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: georgia;"&gt;Due persone son&lt;/span&gt;o state uccise in occasione di uno scontro a fuoco: degli attivisti sono stati affrontati da uomini armati allorché i primi hanno invaso un’azienda agricola di proprietà svizzera che è stata un punto caldo nel dibattito sulle colture biotecnologiche, le concessioni relative e la società. Una guardia di sicurezza ed un attivista sono stati uccisi da colpi di arma da fuoco domenica nell’azienda agricola di proprietà della Syngenta AG, una società multinazionale con un prevalente interesse sui semi geneticamente modificati. L’agenzia di stampa Agencia Brasil ha dichiarato che sono stati feriti quattro attivisti e altrettante guardie di sicurezza. I dettagli sullo scontro erano ancora poco chiari, ma il governo dello stato di Paranà ha dichiarato che sono state arrestate sette guardie, ipotizzando possibili imputazioni per omicidio. Come ha precisato il governo dello stato, la polizia il lunedì seguente era ancora all’esterno dell’azienda agricola per prevenire ulteriori episodi di violenza, mentre, come ha dichiarato il Movimento di Lavoratori Senzaterra (MST), gli attivisti –inclusi i membri dell’MST e il gruppo di Via Campesina- avevano sparato dei fuochi d’artificio al momento di entrare nella fattoria, e più tardi è arrivato un pullman con delle persone armate.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Ne sarebbe conseguito uno scontro a fuoco, sebbene –lo ha detto il portavoce della company svizzera Medard Schoenmaeckers- il contratto della Syngenta con la sua società di sicurezza richiedesse alle guardie di essere disarmate. Questi ha descritto l’episodio come “uno scontro davvero drammatico e violento, dal quale abbiamo capito che vi sono stati dei ferimenti mortali”. Mentre il governo nazionale brasiliano consente l’uso di semi geneticamente modificati per alcune colture, il governo dello stato di Paranà ha recentemente messo al bando il mais OGM e ha provato ripetutamente a far cessare le attività agricole della Syngenta. La portavoce del Movimento dei Lavoratori Senzaterra, Maria Mello, ha affermato che l’invasione nella Syngenta è stata parte di un’offensiva per colpire “le multinazionali nel settore dell’agribusiness la cui presenza in Brasile allontana nel tempo la rapida attuazione della riforma agraria”. Il gruppo intende anche “porre fine agli effetti nocivi dei prodotti geneticamente modificati e all’aumento della loro presenza in Brasile”, ha detto la Mello.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il gruppo di &lt;i style=""&gt;sentierra,&lt;/i&gt; una forza politica consolidata in Brasile, fa uso dell’invasione delle proprietà private per pressare il governo affinché distribuisca le terre ai poveri. Via Campesina afferma di rappresentare i contadini poveri e le comunità indigene in 56 nazioni. Circa 300 attivisti avevano invaso la prima volta l’azienda agricola nel marzo 2006, abbattendo i cancelli e piantando tende per pubblicizzare il loro messaggio, secondo il quale la ricerca ivi effettuata sulla soia e sul mais OGM è illegale. Rimasero sul posto fino a luglio, quando la Syngenta vinse un ricorso per espellerli.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;“La società –ha dichiarato Schoenmackers- non ha mai fatto nulla di sbagliato o di illegale in Brasile”, ed è ancora in corso una decisione sul futuro della fattoria. Ha aggiunto che non vi erano dipendenti della Syngenta nel momento in cui si è verificato lo scontro.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;La Syngenta è stata creata nel 2000 quando la Novartis AG e l’AstraZeneca PLC hanno fuso i loro agribusiness. Il sito web della società afferma che il 60% del mais e della soia da loro coltivati ha dei tratti genici modificati.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Lo scontro presso la fattoria della Syngenta è avvenuto proprio nei giorni seguenti ad un blocco ferroviario imposto da almeno 1’000 attivisti dell’MST, una tratta che viene usata per esportare ferro grezzo da un grande complesso minerario. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Il blocco ha costretto la Companhia Vale do Rio Doca SA a rinunciare a carichi su nave per circa 250'000 tonnellate di ferro grezzo dall’Amazzonia ai porti dell’Atlantico, da dove sarebbero state imbarcate per tutto il mondo. Gli attivisti hanno rimosso il blocco ferroviario dopo che le autorità federali hanno acconsentito ad incontrarli questa settimana per discutere delle loro richieste, che vanno da una più celere riforma agraria ai lavori pubblici.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;(Fonte: &lt;a href="http://www.iht.com/articles/ap/2007/10/22/business/LA-FIN-Brazil-Syngenta.php"&gt;International Herald Tribune&lt;/a&gt; – da agenzia Associated Press)&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3472800434436142342-6230564244977417864?l=yogurtzine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://yogurtzine.blogspot.com/feeds/6230564244977417864/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3472800434436142342&amp;postID=6230564244977417864' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/6230564244977417864'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/6230564244977417864'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://yogurtzine.blogspot.com/2007/11/la-stessa-notizia-del-post-precedente.html' title='Scontro a fuoco fra attivisti sentierra brasiliani e la Syngenta'/><author><name>Chicco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05967123762897448990</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14582166189108517209'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3472800434436142342.post-383393396818277272</id><published>2007-11-01T09:55:00.001+01:00</published><updated>2007-11-02T10:38:53.574+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Prima della tavola'/><title type='text'>La Syngenta si sporca le mani in Brasile</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;Dal Comitato Internazione di Coordinamento di "Via Campesina" è giunto ieri un comunicato preoccupante, di cui Yogurt vuole dare notizia, dal momento che si tratta di notizie che vengono regolarmente taciute da ogni telegiornale, e dalla quasi totalità della stampa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 21 ottobe scorso, a Paranà, in Brasile, un gruppo di guardie armate assoldate con un contratto per conto della Syngenta, un'industria transnazionale svizzera che produce colture e semi geneticamente modificati, ha invaso l'accampamento di Tierra Libre, appartenente al Movimento Brasiliano dei Lavoratori Senzaterra (MST), che è affiliato a Via Campesina. Gli uomini armati sono penetrati all'interno e hanno sparato uccidendo Valmir Mota de Oliveira, noto anche come Keno, un capo dell'MST, hanno ferito numerose altre persone, e hanno minacciato di morte gli altri lavoratori della terra presenti nel campo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;Fin quando dovremo sopportare questi atti violenti perpetrati contro persone povere e indifese in nome del profitto economico?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;Il coordinamento ora chiede di unire le forze per protestare contro gli uffici della Syngenta in tutti i Paesi nei quali essa sia presente, l'espropriazione delle terre attualmente utilizzate dalla Syngenta, l'espulsione della stessa dal Brasile, e la garanzia che il governo brasiliano assicuri l'incolumità fisica dei contadini minacciati con le armi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Per approfondire&lt;/span&gt;: &lt;a href="http://www.syngenta.com/en/index.aspx"&gt;sito ufficiale&lt;/a&gt; della Syngenta; la notizia come riportata dall'&lt;a href="http://www.iht.com/articles/ap/2007/10/22/business/LA-FIN-Brazil-Syngenta.php"&gt;International Herald Tribune&lt;/a&gt; (ce ne occuperemo subito in un approfondimento); un &lt;a href="http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=2302"&gt;articolo&lt;/a&gt; sulla distribuzione illegale di un seme di mais negli USA, con le scuse ufficiali della Syngenta (&lt;a href="http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=2507"&gt;qui&lt;/a&gt; un approfondimento sulla stessa notizia); un &lt;a href="http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=3931"&gt;altro articolo&lt;/a&gt; in cui si parla di esperimenti illegali da parte della dita svizzera proprio nel sud del Brasile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il comunicato stampa è ora anche su &lt;a href="http://www.viacampesina.org/main_en/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=455&amp;amp;Itemid=1"&gt;Via Campesina&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3472800434436142342-383393396818277272?l=yogurtzine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://yogurtzine.blogspot.com/feeds/383393396818277272/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3472800434436142342&amp;postID=383393396818277272' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/383393396818277272'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/383393396818277272'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://yogurtzine.blogspot.com/2007/11/la-syngenta-si-sporca-le-mani-in.html' title='La Syngenta si sporca le mani in Brasile'/><author><name>Chicco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05967123762897448990</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14582166189108517209'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3472800434436142342.post-2340514238638513873</id><published>2007-10-28T15:28:00.000+01:00</published><updated>2007-11-04T14:29:20.719+01:00</updated><title type='text'>Il futuro passa per il Farmer's Markets</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="postbody"&gt;C'è un grande problema nel mercato mondiale dei prodotti alimentari: tutto deve arrivare dappertutto, in nome del duplice imperativo, da una parte della crescita economica di chi produce, dall'altra del diritto da parte del consumatore ad avere a disposizione ogni bene immaginabile. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="postbody"&gt;E' indubbiamente bello poter mangiare i pregiati formaggi alpini o una fetta di un formaggio olandese, così come è bello che nel mondo si possa comprare la pasta italiana, che è l'unica decente; ma il raggiungimento di quest'apparente forma di giustizia del mercato nasconde alcune gravi conseguenze. La prima è che un bene alimentare nato nella tradizione gastronomica di un luogo, per essere esportato, deve aumentare la propria produzione a livelli industriali tali da sopportare le richieste di un mercato via via sempre più ampio, conformemente alla legge della crescita. Questo lo porterà inevitabilmente ad uno scadimento della qualità, giacché alle tecniche artigianali si sostituiranno i criteri di convenienza e di compromesso tipici dell'industria alimentare, che ne sviliranno la genuinità in nome della trasportabilità a lungo raggio, della conservabilità e dell'omologazione dei gusti. La seconda conseguenza è che sul prezzo del prodotto incideranno sempre di più i costi di trasporto ed eventuali dazi doganali, ovvero che i trasporti aumenteranno di volume immettendo nell'aria enormi quantità di polveri sottili (i camion vanno a diesel e non sono affatto ecologici...), intasando le strade e incrementando quindi anche il rischio di incidenti; tra l'altro, maggiore è il raggio di esportazione, più passaggi ci sono: questo porta ad un impoverimento dei produttori a tutto vantaggio degli intermediari. La terza è che il prodotto e il territorio perderanno il loro rapporto esclusivo, intimo: un rapporto storicamente determinato, che quindi è studiabile con criteri di ricerca scientifici, ma che significa anche possibilità di sviluppo di un turismo legato al cibo. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="postbody"&gt;Per questo bisognerebbe ricreare un legame saldo fra i produttori e i consumatori, che privilegiasse il rapporto diretto e fiduciario tipico delle produzioni artigianali (anche se molte produzioni saranno nel frattempo passate alla dimensione della piccola industria), la stagionalità e la tipicità delle materie prime di un luogo. Tutto questo si chiama farmer's market, letteralmente, dall'inglese, "mercato del fattore". Il farmer's market è un'idea sorta negli Stati Uniti, che in alcuni Paesi europei è già una realtà diffusa, mentre da noi -ovviamente- è ancora un miraggio. Però qualcosa comincia a muoversi. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="postbody"&gt;A Monselice (PD) è stata inaugurata venerdì scorso la sede del Consorzio "Agrimons", un ottimo esempio italiano di farmer's market nato dall'impegno di una trentina di aziende; presenti -oltre il presidente del consorzio Mauro Bertin- il Ministro per le politiche agricole Paolo De Castro, il presidente di Coldiretti Padova Marco Calaon, il direttore Walter Luchetta, l'assessore al commercio del Comune di Monselice Bruno Cama e l'assessore provinciale all'agricoltura Luciano Salvò. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="postbody"&gt;I farmer's markets sono stati istituiti per legge con la Finanziaria 2006. Quel che ora bisogna aspettarsi ragionevolmente è un impulso all'iniziativa, la quale, senza sottrarre grosse quote di mercato alla concorrenza, permetterebbe però di creare un mercato locale equo, abbassando i costi al consumatore ma aumentando i guadagni al produttore. Attualmente, per inquadrare normativamente i farmer's markets, è in corso da parte del Governo un accordo con l'ANCI (Ass. Naz. Comuni Italiani). Comprare locale, specialmente se si può farlo direttamente dai produttori, significa sapere ciò che si mangia. Inoltre, è un'iniziativa etica e responsabile che riporta il commercio nel solco di una giustizia sociale dalla quale troppo spesso anche l'industria alimentare si allontana. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="postbody"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="postbody"&gt; (Fonte: GreenPlanet) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="postbody"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="postbody"&gt; Per approfondire: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="postbody"&gt; &lt;a href="http://www.farmersmarket.it/" target="_blank"&gt;www.farmersmarket.it,&lt;/a&gt; il portale italiano dei farmer's markets &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="postbody"&gt; Per rendersi conto dell'ampiezza del fenomeno negli Stati Uniti: &lt;a href="http://www.ams.usda.gov/farmersmarkets/map.htm"&gt;qui&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://farmersmarket.com/"&gt;qui&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="postbody"&gt; Per un caso italiano a Taranto leggi &lt;a href="http://cucina.temi.kataweb.it/2007/09/18/i-nuovi-contadini-senza-intermediari/"&gt;qui&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.e-cremona.it/article.php?sid=9925"&gt;qui&lt;/a&gt; (raccontata da Cremona), &lt;a href="http://lnx.ondaradio.info/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=3345&amp;amp;Itemid=51"&gt;qui&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.google.it/url?sa=t&amp;amp;ct=res&amp;amp;cd=5&amp;amp;url=http%3A%2F%2Feditore.slowfood.it%2Feditore%2Friviste%2Fslowfood%2FIT%2F25%2Farticoli%2FSlowfood25_14.pdf&amp;amp;ei=IcUtR9ejJ6j00ASYupHoBQ&amp;amp;usg=AFQjCNHdWEuwB62vSM1h_AbS7KObOtFM1g&amp;amp;sig2=ZjbsSkVsxm6GcV4cswVhmA"&gt;qui&lt;/a&gt; (in PDF, con interessanti approfondimenti sul caso  tarantino) &lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3472800434436142342-2340514238638513873?l=yogurtzine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://yogurtzine.blogspot.com/feeds/2340514238638513873/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3472800434436142342&amp;postID=2340514238638513873' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/2340514238638513873'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/2340514238638513873'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://yogurtzine.blogspot.com/2007/10/il-futuro-passa-per-il-farmers-markets.html' title='Il futuro passa per il Farmer&apos;s Markets'/><author><name>Chicco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05967123762897448990</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14582166189108517209'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3472800434436142342.post-8108981231584341445</id><published>2007-10-25T18:53:00.001+02:00</published><updated>2007-10-25T18:55:55.366+02:00</updated><title type='text'>Greepeace a favore dell'eolico</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;Vi rigiriamo una breve notizia diffusa da Greenpeace Italia, ritenendo che il tema dell'energia eolica, al centro di molte e controverse discussioni, sia tutt'altro che facile da chiarire. In attesa di occuparcene anche noi di Yogurt, vi lasciamo farvi un'idea di quanto sostiene la più importante associazione internazionale per la tutela dell'ambiente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="teaser-para"&gt;       &lt;span class="city"&gt;Roma&lt;/span&gt;, &lt;span class="country"&gt;Italia&lt;/span&gt; — Greenpeace lancia oggi due video pro energia eolica. Realizzati dal regista Francesco Cabras e prodotti da Greenpeace in collaborazione con Ganga Film, i due filmati - disponibili su &lt;a href="http://www.youtube.com/profile?user=GreenpeaceItaly" target="_blank"&gt;You Tube&lt;/a&gt; - sono stati girati in Toscana e in Sardegna. Per far capire che le pale eoliche non sono solo utili, ma possono anche essere belle. E in sintonia col paesaggio. &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;                        &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Una delle principali obiezioni sull'eolico riguarda l'impatto paesaggistico degli impianti e delle pale. Greenpeace presenta oggi questi due video girati rispettivamente a Scansano in Toscana e ad Aggius, in Sardegna, per far capire che gli impianti eolici non solo sono un passaggio obbligato per il futuro energetico del nostro Paese, ma possono integrarsi perfettamente col paesaggio.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;(Fonte: &lt;a href="http://www.greenpeace.org/italy/news/video-eolico"&gt;Greenpeace Italia&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;P. S.: i video sono visibili anche direttamente dalla pagina sopra riportata&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3472800434436142342-8108981231584341445?l=yogurtzine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://yogurtzine.blogspot.com/feeds/8108981231584341445/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3472800434436142342&amp;postID=8108981231584341445' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/8108981231584341445'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/8108981231584341445'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://yogurtzine.blogspot.com/2007/10/greepeace-favore-delleolico.html' title='Greepeace a favore dell&apos;eolico'/><author><name>Chicco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05967123762897448990</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14582166189108517209'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3472800434436142342.post-7254682268760752651</id><published>2007-10-24T20:04:00.000+02:00</published><updated>2007-10-24T20:07:51.909+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sopra la tavola'/><title type='text'>Curiosità... al cacao</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;L’albero del cacao non esisteva nel Vecchio Mondo e gli europei lo conobbero solo dopo la scoperta dell’America. Il primo fu lo stesso Cristoforo Colombo, che però non ne rimase particolarmente impressionato, lo colpì solo il fatto che gli indigeni americani ne usassero i semi come moneta.&lt;br /&gt;Quando nel 1519 Hernando Cortez sbarcò nel Messico, il cioccolato era la bevanda nazionale degli Aztechi, ed era però amara e molto, molto piccante, a causa dell’aggiunta di peperoncino. Non fu quindi subito apprezzata dagli spagnoli.&lt;br /&gt;In seguito, alla fine del Cinquecento, eliminato il peperoncino e dolcificato con lo zucchero, il cioccolato conquistò la Spagna.&lt;br /&gt;A quell’epoca la pasta del cioccolato, a base di cacao pestato, zucchero e spezie come vaniglia e cannella (Per essere consumata veniva poi diluita con acqua calda), era preparata in gran segreto nelle colonie Americane e, per mare, sfidando i pirati, giungeva in Europa.&lt;br /&gt;In breve la cioccolata divenne una bevanda insostituibile. Addirittura, in certe occasioni fu motivo di scontro con la chiesa cattolica: durante le funzioni religiose era un andirivieni di ancelle che entravano in chiesa per portare cioccolata calda alle dame che ascoltavano le prediche, tanto che un vescovo minacciò di scomunica chiunque avesse consumato la bevanda nei luoghi sacri. Poi sorse anche la questione, risolta in seguito a molte diatribe, se la cioccolata rompesse o meno il digiuno, cioè se potesse essere consumata prima dell’Eucarestia.&lt;br /&gt;Per circa tre secoli la cioccolata fu unicamente una bevanda, soltanto nell’800 comparvero tavolette e cioccolatini, ed ancora dopo le uova di cioccolato.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3472800434436142342-7254682268760752651?l=yogurtzine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://yogurtzine.blogspot.com/feeds/7254682268760752651/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3472800434436142342&amp;postID=7254682268760752651' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/7254682268760752651'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/7254682268760752651'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://yogurtzine.blogspot.com/2007/10/curiosit-al-cacao.html' title='Curiosità... al cacao'/><author><name>Camilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10276130903387512630</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='03792302684431087568'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3472800434436142342.post-693152344835179278</id><published>2007-10-19T00:04:00.000+02:00</published><updated>2007-10-25T18:36:56.048+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Prima della tavola'/><title type='text'>La Cooperativa de Trabajadores Rurales in Argentina</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: 14.4pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Tahoma&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; color: rgb(51, 51, 51);"&gt;"&lt;i&gt;La cooperativa&lt;/i&gt; &lt;i&gt;è la casa di ciascuno dei vicini e dei compagni che partecipano alla cooperativa e che producono”&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="line-height: 14.4pt;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Tahoma&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; color: rgb(51, 51, 51);"&gt;(Zuray, socio della Cooperativa).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p style="font-family: arial;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;Si riconoscono innanzi tutto come &lt;b&gt;&lt;i&gt;trabajadores&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style=""&gt;,&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;lavoratori, perché "&lt;i&gt;non possediamo né tenute agricole né imprese, né abbiamo un lavoro nella pubblica amministrazione né viviamo del lavoro altrui, se non del nostro stesso sforzo (…) che è libero, senza padroni, (…) dignitoso, privo di sfruttamento, è condiviso, è per tutti . Questo esprime la parola "cooperativa". Lavoriamo nei campi, nell'allevamento e nella lotta per la terra&lt;/i&gt;".&lt;br /&gt;La &lt;b&gt;&lt;i&gt;Cooperativa de Trabajadores Rurales&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; coinvolge una ventina di famiglie che si riuniscono in assemblea per organizzare laboratori di educazione popolare e gruppi di lavoro: c'è un gruppo per l'orto, uno per la commercializzazione, uno d'ingegneria; di quest’ultimo gruppo fa parte Ramòn:&lt;i&gt;“sento di vivere in un modo diverso (…) producendo autonomamente. Per esempio, sto vendendo del latte, vado di casa in casa con una sola vacca. Salgo nelle case per venderne un litro, due litri - quello che la vacca mi dà - e vivo di questo sostentamento&lt;/i&gt;"; i prodotti della cooperativa vengono venduti sia ad un gruppo di consumatori organizzato in rete che presso la sede stessa della cooperativa, così come nei mercati e nei piccoli supermercati. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: arial;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;Il sistema di produzione ed anche le scelte di vita dei compagni della Cooperativa sono animati da principi proposti come alternative al modello di produzione e di vita capitalistico: dai gruppi di studio per elevare il livello generalmente scadente di scolarizzazione dei bambini, alla “giornata del bambino”- perché deve esserci un tempo per il gioco e per il rapporto genitori-figli -, &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;dalla diffusione del patrimonio di cultura popolare attraverso i balli tradizionali all’uso di rimedi naturali tradizionali in sostituzione dei farmaci industriali.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: arial;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;Tuttavia il sistema è ostacolato da gravi problemi, nei quali si concretizza la contrapposizione tra &lt;b style=""&gt;agriecologia&lt;/b&gt; ed &lt;b style=""&gt;agrinegozio&lt;/b&gt; (il capitalismo nel settore primario): in primo luogo i prodotti della cooperativa hanno costi più alti rispetto a quelli delle grandi aziende, in secondo luogo non riescono a soddisfare il fabbisogno di grossi quantitativi di prodotto espresso dai &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;grandi rivenditori (per es. supermercati); a ciò si aggiungono i problemi derivanti dalla scarsa fertilità della terra, legata alla scomparsa dello strato più fertile e più superficiale di humus, la cosiddetta &lt;i style=""&gt;tierra negra&lt;/i&gt;.&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: arial;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;Il socialismo dei compagni della Cooperativa&lt;i&gt; &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;parte dalla realtà concreta, si costruisce parlando coi propri vicini, discutendo dei problemi quotidiani: niente illuminazione, né sanità, strade disastrate ed una scuola lontana &lt;st1:metricconverter productid="3 chilometri" st="on"&gt;3 chilometri&lt;/st1:metricconverter&gt; da percorrere a piedi; in un passaggio storico caratterizzato dalla graduale scomparsa della piccola proprietà e da fenomeni di abbandono delle campagne e di inurbamento, &lt;st1:personname productid="La Cooperativa" st="on"&gt;la  Cooperativa&lt;/st1:PersonName&gt; ha "&lt;i&gt;una consegna molto importante, che è quella di volgersi di nuovo verso il lavoro nei campi&lt;/i&gt;". &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: arial;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;span style="font-size: 12pt; font-family: arial; color: rgb(51, 51, 51);"&gt;(Fonte: &lt;a href="http://www.biodiversidadla.org/content/view/full/35326" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 51, 153); text-decoration: none;"&gt;Biodiversidad&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3472800434436142342-693152344835179278?l=yogurtzine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://yogurtzine.blogspot.com/feeds/693152344835179278/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3472800434436142342&amp;postID=693152344835179278' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/693152344835179278'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/693152344835179278'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://yogurtzine.blogspot.com/2007/10/la-cooperativa-de-trabajadores-rurales.html' title='La Cooperativa de Trabajadores Rurales in Argentina'/><author><name>Chicco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05967123762897448990</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14582166189108517209'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3472800434436142342.post-4300770680945920636</id><published>2007-10-18T21:33:00.000+02:00</published><updated>2007-10-19T00:00:41.845+02:00</updated><title type='text'>Per i nostri fiumi, per la nostra terra, per il nostro futuro</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vale la pena di soffermarsi su alcune frasi contenute in una dichiarazione espressa dall'Assemblea Regionale Argentina-Uruguay, che si è riunita lo scorso 7 ottobre nella città di Nueva Palmira. Il mondo latinoamericano usa termini ed espressioni che l'Europa non riesce a far entrare nella propria consuetudine. Le popolazioni del Sud America hanno nella pelle un legame viscerale con la terra e un istinto carnale a non far calpestare da altri la propria libertà. Noialtri, che ci facciamo forti di una storia plurimillenaria e dell'invenzione della democrazia e dei diritti umani, non riusciamo a fare altrettanto.&lt;br /&gt;"Non possiamo accettare un modello fondato sulla devastazione e sul continuo saccheggio dei nostri beni naturali. Perché la propagazione delle monocoltivazioni, la quotidiana forestierizzazione della terra, e l'installazione di industrie inquinanti nella regione, stanno causando danni irreparabili, al di là dell'assoggettamento a politiche degradanti che non hanno nulla a che spartire col nostro modo di vivere, con la nostra dignità, col nostro irrinunciabile impegno a costruire un mondo che contempli i bisogni e i desideri di tutti. Perché imprese come Botnia, Ence, Isusa e Stora Enso altro non sono che l'emblema di un capitalismo feroce e irrazionale che ignora frontiere e sovranità. Perché siamo sostenitori di un modello regionale che rispetta la vita, la dignità umana e il lavoro".&lt;br /&gt;Dovremmo probabilmente riflettere su questa intransigenza dei popoli latinoamericani a farsi dominare, a farsi espropriare tanto le terre quanto la dignità e il futuro. Perché la speranza non si ipoteca con i falsi sogni delle multinazionali, né si mette all'asta nelle Borse del mondo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3472800434436142342-4300770680945920636?l=yogurtzine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://yogurtzine.blogspot.com/feeds/4300770680945920636/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3472800434436142342&amp;postID=4300770680945920636' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/4300770680945920636'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/4300770680945920636'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://yogurtzine.blogspot.com/2007/10/per-i-nostri-fiumi-per-la-nostra-terra.html' title='Per i nostri fiumi, per la nostra terra, per il nostro futuro'/><author><name>Chicco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05967123762897448990</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14582166189108517209'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3472800434436142342.post-5243419753891693179</id><published>2007-10-10T01:01:00.000+02:00</published><updated>2007-10-10T01:06:37.695+02:00</updated><title type='text'>Alla ricerca della biodiversità perduta</title><content type='html'>&lt;span class="postbody"&gt; I panda, gli elefanti, le balene, i leoni... Sono tutti animali che fanno parte dell’immaginario comune come specie a rischio d’estinzione. Chi, almeno una volta nella vita, non si è soffermato a pensare con malinconia: “Come sarebbe brutto un mondo senza leoni nelle savane e senza balene nel mare…” ?&lt;br /&gt;Davvero commovente. &lt;br /&gt;Scommetto però che nessuno si è mai fermato a pensare a come sarebbe brutto un mondo senza ravanelli nell’insalata e senza rosmarino sull’arrosto…&lt;br /&gt;C’è poco da ridere: anche alcuni tipi di piante sono a rischio d’estinzione e, paradossalmente, spesso si tratta delle specie di uso più comune; ma l’uomo, da buon primate risolutore di problemi, ha trovato una soluzione anche per questo, ovvero le &lt;span style="font-style: italic;"&gt;banche dei semi&lt;/span&gt;… (e per semi si intendono proprio i semi delle piante!!)&lt;br /&gt;Il fenomeno si è diffuso negli ultimi anni in tutto il mondo, anche in Italia; a Pavia, nel 2005 è nata la Lombardy Seed Bank (Lsb), che si occupa della conservazione della flora spontanea attraverso la custodia di semi delle piante e della vegetazione in generale. Si calcola, infatti, che entro il 2050 almeno 100.000 delle circa 300.000 specie di piante superiori viventi sulla terra potrebbero estinguersi, un migliaio in Italia e qualche centinaio solo in Lombardia.&lt;br /&gt;In india, invece, nel 2006 nel Distretto di Chamarajnagar, Stato del Karnataka, si è svolta la Festa internazionale dei semi, organizzata per inaugurare la Banca dei semi originari, e soprattutto per far comprendere ai contadini che solo coltivando i loro semi originari senza pesticidi, erbicidi e concimi chimici, potranno uscire dalla spirale della dipendenza dalle multinazionali e dall'usura e tornare ad essere autosufficienti.&lt;br /&gt;Nel tentativo di conservare la biodiversità tanto minacciata, a volte si percorrono vie che solo fino a qualche anno fa sarebbero parse paranoie da film di fantascienza catastrofico: nelle isole Svalbard, in Norvegia, circa un anno fa sono state gettate le basi per la realizzazione di un deposito di sementi scavato in una montagna artica. Il deposito dovrebbe garantire la sopravvivenza a lungo termine delle colture alimentari essenziali nel mondo, seguendo le linee guida di una più ampia strategia che ha l’obiettivo di tutelare le risorse alimentari collezionando sementi provenienti da ogni angolo del globo.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3472800434436142342-5243419753891693179?l=yogurtzine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://yogurtzine.blogspot.com/feeds/5243419753891693179/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3472800434436142342&amp;postID=5243419753891693179' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/5243419753891693179'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/5243419753891693179'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://yogurtzine.blogspot.com/2007/10/alla-ricerca-della-biodiversit-perduta.html' title='Alla ricerca della biodiversità perduta'/><author><name>Camilla</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10276130903387512630</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='03792302684431087568'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3472800434436142342.post-4266694049906492054</id><published>2007-10-09T08:06:00.000+02:00</published><updated>2007-10-18T22:22:09.605+02:00</updated><title type='text'>Farmer's market: forse è la volta buona</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C'è un grande problema nel mercato mondiale dei prodotti alimentari: tutto deve arrivare dappertutto, in nome del duplice imperativo, da una parte della crescita economica di chi produce, dall'altra del diritto da parte del consumatore ad avere a disposizione ogni bene immaginabile.&lt;br /&gt;E' indubbiamente bello poter mangiare i pregiati formaggi alpini o una fetta di un formaggio olandese, così come è bello che nel mondo si possa comprare la pasta italiana, che è l'unica decente; ma il raggiungimento di quest'apparente forma di giustizia del mercato nasconde alcune gravi conseguenze. La prima è che un bene alimentare nato nella tradizione gastronomica di un luogo, per essere esportato, deve aumentare la propria produzione a livelli industriali tali da sopportare le richieste di un mercato via via sempre più ampio, conformemente alla legge della crescita. Questo lo porterà inevitabilmente ad uno scadimento della qualità, giacché alle tecniche artigianali si sostituiranno i criteri di convenienza e di compromesso tipici dell'industria alimentare, che ne sviliranno la genuinità in nome della trasportabilità a lungo raggio, della conservabilità e dell'omologazione dei gusti. La seconda conseguenza è che sul prezzo del prodotto incideranno sempre di più i costi di trasporto ed eventuali dazi doganali, ovvero che i trasporti aumenteranno di volume immettendo nell'aria enormi quantità di polveri sottili (i camion vanno a diesel e non sono affatto ecologici...), intasando le strade e incrementando quindi anche il rischio di incidenti; tra l'altro, maggiore è il raggio di esportazione, più passaggi ci sono: questo porta ad un impoverimento dei produttori a tutto vantaggio degli intermediari. La terza è che il prodotto e il territorio perderanno il loro rapporto esclusivo, intimo: un rapporto storicamente determinato, che quindi è studiabile con criteri di ricerca scientifici, ma che significa anche possibilità di sviluppo di un turismo legato al cibo.&lt;br /&gt;Per questo bisognerebbe ricreare un legame saldo fra i produttori e i consumatori, che privilegiasse il rapporto diretto e fiduciario tipico delle produzioni artigianali (anche se molte produzioni saranno nel frattempo passate alla dimensione della piccola industria), la stagionalità e la tipicità delle materie prime di un luogo. Tutto questo si chiama farmer's market, letteralmente, dall'inglese, "mercato del fattore". Il farmer's market è un'idea sorta negli Stati Uniti, che in alcuni Paesi europei è già una realtà diffusa, mentre da noi -ovviamente- è ancora un miraggio. Però qualcosa comincia a muoversi.&lt;br /&gt;A Monselice (PD) è stata inaugurata venerdì scorso la sede del Consorzio "Agrimons", un ottimo esempio italiano di farmer's market nato dall'impegno di una trentina di aziende; presenti -oltre il presidente del consorzio Mauro Bertin- il Ministro per le politiche agricole Paolo De Castro, il presidente di Coldiretti Padova Marco Calaon, il direttore Walter Luchetta, l'assessore al commercio del Comune di Monselice Bruno Cama e l'assessore provinciale all'agricoltura Luciano Salvò.&lt;br /&gt;I farmer's markets sono stati istituiti per legge con la Finanziaria 2006. Quel che ora bisogna aspettarsi ragionevolmente è un impulso all'iniziativa, la quale, senza sottrarre grosse quote di mercato alla concorrenza, permetterebbe però di creare un mercato locale equo, abbassando i costi al consumatore ma aumentando i guadagni al produttore. Attualmente, per inquadrare normativamente i farmer's markets, è in corso da parte del Governo un accordo con l'ANCI (Ass. Naz. Comuni Italiani). Comprare locale, specialmente se si può farlo direttamente dai produttori, significa sapere ciò che si mangia. Inoltre, è un'iniziativa etica e responsabile che riporta il commercio nel solco di una giustizia sociale dalla quale troppo spesso anche l'industria alimentare si allontana.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;(Fonte: &lt;a href="http://www.greenplanet.net/content/view/19925/1/"&gt;GreenPlanet&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per approfondire:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.farmersmarket.it/"&gt;www.farmersmarket.it&lt;/a&gt;, il portale italiano dei farmer's markets&lt;br /&gt;Per rendersi conto dell'ampiezza del fenomeno negli Stati Uniti: &lt;a href="http://www.ams.usda.gov/farmersmarkets/map.htm"&gt;qui&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://farmersmarket.com/"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Per un caso italiano a Taranto leggi &lt;a href="http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_economia_NOTIZIA_01.asp?IDNotizia=184637&amp;amp;IDCategoria=1"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3472800434436142342-4266694049906492054?l=yogurtzine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://yogurtzine.blogspot.com/feeds/4266694049906492054/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3472800434436142342&amp;postID=4266694049906492054' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/4266694049906492054'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/4266694049906492054'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://yogurtzine.blogspot.com/2007/10/farmers-market-forse-la-volta-buona.html' title='Farmer&apos;s market: forse è la volta buona'/><author><name>Chicco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05967123762897448990</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14582166189108517209'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3472800434436142342.post-5293124455383957963</id><published>2007-10-07T22:51:00.000+02:00</published><updated>2007-10-07T23:23:08.747+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dopo la tavola'/><title type='text'>Contro l'iperconsumo di acqua minerale imbottigliata</title><content type='html'>Rigiriamo ai nostri lettori l'appello di Altreconomia, che si è trasformato in campagna di sensibilizzazione ed ora si avvia a diventare proposta di legge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="Stile59"&gt;Noi italiani siamo i primi consumatori al mondo                 di acque minerali.&lt;br /&gt;               Ogni anno ne beviamo quasi 190 litri a testa, in media. E fuori                 casa, nei locali pubblici, beviamo quasi esclusivamente acqua                 in bottiglia. Spesso sono gli stessi gestori che, quando chiediamo                 una brocca o un bicchiere di acqua di rubinetto, ci spiegano                 di non potercela servire, anche se nessuna legge lo vieta.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="Stile59 Stile60"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;campagna "Imbrocchiamola!" vi                   chiede di segnalare i ristoranti, i locali, le pasticcerie, i                   bar che servono l'acqua di rubinetto e di indicarci quelli che                   non lo fanno.&lt;/strong&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;               Uno strumento per sensibilizzare all'uso dell'acqua di rubinetto che è buona,                 controllata, comoda (arriva in casa) e poco costosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contestualmente, Altreconomia ha avviato anche una campagna contro le pubblicità riguardanti acque imbottigliate. Per comprendere lo spaventoso giro di affari che ruota intorno ad un litro d'acqua minerale, basti dire che gli imbottigliatori, nel 2005, hanno speso la bellezza di 379 milioni di euro in pubblicità. Ne hanno bisogno perché la concorrenza, l'acqua dell'acquedotto, è molto competitiva, e se il pubblico no venisse martellato da tanti spot ne comprerebbe molta di meno.                    Di fatto l’acqua in bottiglia fa concorrenza a un bene comune, solo che -a differenza dei privati- gli acquedotti non investono una lira per pubblicizzare il proprio servizio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Senza pensare di ridurre la libertà di produrre e vendere acqua minerale, non si potrebbe invece legittimamente pensare di limitarne l’invadenza pubblicitaria?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="Stile33"&gt;Per difendere l’acqua degli acquedotti (buona, controllata, comoda e poco costosa) e garantirle un futuro forse è necessario limitare l’invadenza pubblicitaria delle acque minerali. &lt;/p&gt;                 &lt;p class="Stile35"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;                Mettiamola fuori legge. La pubblicità, non l’acqua minerale. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;                  Voi che ne dite?&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;(Da: &lt;a href="http://www.altreconomia.it/acqua/"&gt;Altreconomia&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per approfondire (dallo stesso sito):&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.altreconomia.it/acqua/doc.php?id=1"&gt;L'acqua è gratis&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.altreconomia.it/acqua/doc.php?id=2"&gt;Re e regine della bottiglia&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.altreconomia.it/acqua/doc.php?id=3"&gt;Più spot, più consumi&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.altreconomia.it/acqua/doc.php?id=4"&gt;Rubinetto VS bottiglia&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.altreconomia.it/acqua/news.php?id=10"&gt;Mettetela in brocca&lt;/a&gt; (di Camilla Lattanzi)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per seguire la vicenda fra Altreconomia e Gruppo Ferrarelle: &lt;a href="http://www.altreconomia.it/acqua/news.php?id=14"&gt;Davide contro Golia&lt;/a&gt; (di Miriam Giovanzana)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3472800434436142342-5293124455383957963?l=yogurtzine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://yogurtzine.blogspot.com/feeds/5293124455383957963/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3472800434436142342&amp;postID=5293124455383957963' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/5293124455383957963'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/5293124455383957963'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://yogurtzine.blogspot.com/2007/10/contro-liperconsumo-di-acqua-minerale.html' title='Contro l&apos;iperconsumo di acqua minerale imbottigliata'/><author><name>Chicco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05967123762897448990</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14582166189108517209'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3472800434436142342.post-7342609966401404463</id><published>2007-10-07T21:16:00.000+02:00</published><updated>2007-10-07T21:32:32.814+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Prima della tavola'/><title type='text'>Il biologico francese ha bisogno di aiuti</title><content type='html'>Si è riunito venerdì scorso il primo Congresso nazionale francese dedicato al biologico, che Oltralpe conta solo l'1,8% della superficie coltivata e ha un andamento di mercato oramai stagnante. Il gruppo di lavoro prevede di raggiungere il 6% delle aree coltivate entro il 2012 e il 20% entro il 2020. Il problema, però, è che l'agricoltura biologica è una metodologia colturale nata e cresciuta nel solco dell'economia di mercato, e quindi non ne elimina tutte le storture. Per esempio il grave impatto ambientale che il sistema dei trasporti alimentari ha, oppure le filiere troppo lunghe; nessuno dei due problemi viene in realtà affrontato dal biologico, semplicemente perché esso si dedica esclusivamente alle tecniche colturali, e non anche all'economia, alla società con le sue abitudini di consumo, o al mondo politico e intellettuale.&lt;br /&gt;Ciò che occorre fare, piuttosto, è tentare l'azzardo di porsi la domanda con cui mettere in discussione proprio ciò che diamo per scontato: possiamo cambiare il sistema produttivo, della distribuzione e della vendita? Possiamo ritornare ad una produzione ed un consumo localizzati, radicati nelle specificità del territorio? Possiamo realizzare un'agricoltura più giusta?&lt;br /&gt;Fin quando si resta nell'ottica dell'economia deregolata in cui viviamo, infatti, si pensa percorrendo un circolo vizioso: questo non va bene, come posso fare? Lo incremento, lo sviluppo, lo accresco. Quando c'è qualcosa che non va, come si fa con un malato che non risponde bene alle cure, si aumenta il dosaggio; peggiora? Lo si aumenta ancora. Ciò che non si capisce è che è il farmaco stesso a farlo peggiorare, per cui bisognerebbe semplicemente sospenderlo. Questo è l'azzardo, mettendo in discussione quel che riteniamo giusto o irrinunciabile e immodificabile.&lt;br /&gt;Ovviamente è un bene che i nostri Paesi aumentino la quota di agricoltura destinata alle produzioni biologiche; è anche ora di smettere di credere, tuttavia, che questo ci metterà al sicuro dagli altri numerosi problemi che il nostro stesso sistema economico e produttivo crea.&lt;br /&gt;Per cui non resta che pensare il cambiamento come un'alternativa praticabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Fonte: &lt;a href="http://www.greenplanet.net/content/view/19927/1/"&gt;Greenplanet&lt;/a&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3472800434436142342-7342609966401404463?l=yogurtzine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://yogurtzine.blogspot.com/feeds/7342609966401404463/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3472800434436142342&amp;postID=7342609966401404463' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/7342609966401404463'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/7342609966401404463'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://yogurtzine.blogspot.com/2007/10/il-biologico-francese-ha-bisogno-di.html' title='Il biologico francese ha bisogno di aiuti'/><author><name>Chicco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05967123762897448990</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14582166189108517209'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3472800434436142342.post-3384091317674112912</id><published>2007-10-07T21:06:00.000+02:00</published><updated>2007-10-07T21:14:13.584+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Prima della tavola'/><title type='text'>Sarkozy interroga i francesi sull'ambiente</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;di Francesco Panzetti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ci siamo abituati, noialtri, a queste consultazioni, fatto sta che Nicolas Sarkozy sta per iniziare, da domani, una settimana di interrogazioni alla cittadinanza francese in merito a tre temi fondamentali: agricoltura biologica, OGM e pesticidi, gas serra.&lt;br /&gt;"Gli automobilisti francesi sono disposti ad accettare dei limiti di velocità più restrittivi sulle strade ed autostrade per ridurre le emissioni di Co2?", "I consumatori francesi sono pronti a spendere di più per il cibo nei prossimi 13 anni, per consentire di sviluppare delle coltivazioni biologiche?", "Gli agricoltori francesi sono pronti a bloccaqre l'utilizzo di pesticidi?". Queste sono alcuni dei quesiti a cui i cittadini francesi dovranno rispondere.&lt;br /&gt;Checché alcuni avversari politici ne dicano, si tratta di un passaggio importante nella politica di una nazione, che presuppone scelte ampie e la consapevolezza di poter incidere negativamente sulle ricchezze di alcune categorie di produttori, oltre che richidere una presa di coscienza anche da parte dei cittadini.&lt;br /&gt;Noi prendiamo atto di una cosa: che da noi si parla molto nella vetrina politica, ma non si vedono fatti, mentre l'Italia sembra aver sempre più bisogno di un nuovo Gracco che riformi radicalmente il comparto agrario e zootecnico. Il vituperato Sarkozy, che ha pur sempre il "marchio d'infamia" di appartenere alla destra, fa ciò che Pecoraro Scanio, da ministro, non ha mai fatto.&lt;br /&gt;Delle due l'una: o la destra d'Oltralpe non è come la nostra, o la nostra sinistra è come la nostra destra. Tertium non datur.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(fonte: &lt;a href="http://www.greenplanet.net/content/view/19929/1/"&gt;Greenplanet&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3472800434436142342-3384091317674112912?l=yogurtzine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://yogurtzine.blogspot.com/feeds/3384091317674112912/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3472800434436142342&amp;postID=3384091317674112912' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/3384091317674112912'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/3384091317674112912'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://yogurtzine.blogspot.com/2007/10/sarkozy-interroga-i-francesi.html' title='Sarkozy interroga i francesi sull&apos;ambiente'/><author><name>Chicco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05967123762897448990</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14582166189108517209'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3472800434436142342.post-3326835849818593387</id><published>2007-10-07T20:55:00.000+02:00</published><updated>2007-10-07T20:57:15.979+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Prima della tavola'/><title type='text'>Agricoltura insostenibile: le origini del problema</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="postbody"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="postbody"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; L’alternativa “agricoltura biologica”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di Enrica&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="postbody"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="postbody"&gt; Agricoltura biologica, ecologica, alternativa, sono sinonimi utilizzati per esprimere un medesimo concetto: fare agricoltura applicando tecniche agronomiche che prendono a modello i ritmi della natura e le sue leggi. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="postbody"&gt;Il modello di sviluppo delle società occidentali, se osservato in un’ottica di lungo periodo, risulta insostenibile per le naturali capacità produttive dei suoli agrari. Abbiamo infatti assistito, dal dopoguerra ad oggi, da un lato ai processi di urbanizzazione e conseguente edificazione che hanno portato ad una contrazione della SAU (Superficie Agricola Utilizzabile) totale, e dall’altro ad un aumento della richiesta di derrate alimentari per far fronte all’incremento demografico e al crescente benessere. Ed effettivamente, nonostante la SAU sia stata sensibilmente ridotta, la produttività per unità di ettaro è andata aumentando. L’agricoltura dei Paesi Industrializzati è riuscita a supplire all’antinomia “diminuzione superficie” – “aumento prodotti della terra”, grazie all’intensificazione della pratica agricola e all’introduzione di input all’interno delle aziende agrarie. Per input si intendono tutte quelle immissioni di energia e di risorse (sostanze chimiche di sintesi, macchine) all’interno di un’unità produttiva agraria, che vanno a sommarsi a quelle energetiche naturali, quali la trasformazione dell’energia solare in sostanza organica e il sostentamento fornito dagli elementi minerali e organici presenti nella terra. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="postbody"&gt;Il paradosso sostanziale di questa realtà è dunque la soluzione a cui si è pervenuti per gestirla, una soluzione che appaga le esigenze dell’uomo, ma sterilizza la natura, poiché intensificare le pratiche agricole significa di fatto sfruttare le risorse del terreno e quindi inesorabilmente impoverirlo di proprietà chimiche e biologiche. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="postbody"&gt; In un quadro di interventi che, soprattutto in passato, sono stati così poco attenti alle risposte dell’ecosistema, si inserisce l’alternativa rappresentata dall’agricoltura biologica, che mira ad ottimizzare il rapporto diretto ed inevitabile tra l’agricoltura e l’ambiente; non dimentichiamo che l’agricoltura è la forma di utilizzazione del territorio più estesa e che agli agricoltori è affidato il vitale compito di occuparsi del territorio e di tutte le sue risorse. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="postbody"&gt;La ricerca in questo settore, si pone un obiettivo di non facile acquisizione, che è quello di selezionare varietà resistenti a fitofagi e fitopatogeni, salutari, di buon sapore, che sviluppino produzioni quantitativamente apprezzabili per impostare un discorso economicamente valido, e il tutto senza inquinare. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="postbody"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="postbody"&gt;  Spesso l’aspetto più difficile da risolvere è proprio quello che riguarda il reddito. Le colture biologiche portano all’ottenimento di quantitativi di produzione per ovvie ragioni inferiori a quelli dell’agricoltura tradizionale – nella maggior parte dei casi - e forse è anche per questo che sono per ora una realtà in minoranza: in Italia, la superficie interessata ad agricoltura biologica risulta pari a 1.052.002 ettari, vale a dire l’8% della SAU totale (fonte: SINAB 2003).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3472800434436142342-3326835849818593387?l=yogurtzine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://yogurtzine.blogspot.com/feeds/3326835849818593387/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3472800434436142342&amp;postID=3326835849818593387' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/3326835849818593387'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/3326835849818593387'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://yogurtzine.blogspot.com/2007/10/agricoltura-insostenibile-le-origini.html' title='Agricoltura insostenibile: le origini del problema'/><author><name>Chicco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05967123762897448990</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14582166189108517209'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3472800434436142342.post-3326982239785973322</id><published>2007-10-07T20:34:00.001+02:00</published><updated>2007-10-07T20:35:32.263+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Editoriali'/><title type='text'>FALCE E FORNELLO</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="postbody"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="postbody"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di Francesco Panzetti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="postbody"&gt; Entro in un supermercato, e mi dirigo verso il bancone degli yogurt: un’enorme fauce aperta butta fuori il freddo per una quindicina di metri, consumando una quantità enorme di corrente per produrre calore che si disperde in buona parte nell’ambiente. Se avesse degli sportelli, consumerebbe molto meno. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="postbody"&gt; Torniamo allo yogurt, prodotto, per esempio, con latte tedesco perchè le mucche italiane fanno il latte ma sono ignoranti e non conosco l’economia aziendale, mentre le colleghe tedesche già marciano verso Bruxelles inviperite, sicché bisogna proprio convincere le nostre a produrne di meno... Autobotti tedesche viaggiano verso l’Italia per darci quel latte che abbiamo già, percorrendo chilometri e bruciando benzina. Benzina… Ah, petrolio! Cadaveri preistorici. I camion viaggiano con gasolio per produrre il quale le multinazionali (anche l’ENI, anche l’AGIP) calpestano i diritti delle popolazioni povere del mondo e fomentano guerre. Teste di uomini, donne e bambini rotolano, ma noi vogliamo comunque trasportare latte tedesco per sostituirlo a quello che abbiamo già. Che meraviglia. Mi viene lo schifo dello yogurt e passo avanti. Penso: se compro ortaggi faccio una colazione più sana, leggera e non faccio torto a nessuno. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="postbody"&gt;Compro dei pomidoro. Belli, vengono dalla Spagna. E i nostri? Dove vanno? Non bastano? Ma se i contadini i pomidoro li schiacciano coi trattori perché nessuno li compra? E quanti idrocarburi sono stati immessi nell’aria per far viaggiare quei pomidoro dalla Spagna all’Italia? Rotolano altre teste: penso a pozzi incendiati nel Kuwait e all’Iraq, e mi cominciano a girare di brutto. Ah, ma no… vedi che ci sono anche quelli italiani? Sono della Campania, costavano 30 centesimi al chilo dal contadino, a me 2 euro; sono arrivati in Sicilia o in Emilia e messi in una vaschetta di plastica, per poi tornare indietro da dove erano partiti (e altri soldini a Benetton e alle compagnie petrolifere). La prossima volta giuro che i pomidoro li compro dal contadino sotto casa…Ma io abito nel Napoletano: vi pare una buona idea comprare gli ortaggi o la frutta delle mie campagne, dove la camorra incendia ogni giorno cumuli di rifiuti? Dove il terreno, l’aria e l’acqua sono carichi di piombo, arsenico, cianuro, mercurio, bario e amianto? Dove la diossina nel sangue è 30 volte superiore alla soglia massima fissata dalla legge? Faccio la fame io, e faccia la fame pure il contadino. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="postbody"&gt;Mi servirebbe anche un chilo di pere. Pere. Nel territorio di un solo paesino, nelle campagne molisane, una volta ce n’erano più di venti varietà. Me l’hanno detto i contadini. Oggi sul mercato resistono solo poche qualità: che ci guadagna il contadino a vendere tre cassette di pere che produce solo lui? Beh, quelle tre cassette si chiamano biodiversità. È la natura più il contadino moltiplicato per centinaia di anni e decine di innesti e di incroci. Organismi Geneticamente Modificati a tutti gli effetti, però col bollino di Madre Natura: niente microscopi, ma solo innesti per talea. Tuttavia, siccome quasi nessuno le produce più, tutte quelle varietà si perdono insieme ai vecchi che se ne vanno al Creatore. Mi sento un ladro a comprare ‘sta roba che viene da così lontano, poso la busta, getto il guanto e passo oltre. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="postbody"&gt;Ci sono delle fette biscottate. Ammazzerò mica qualcuno pure con queste? Leggo gli ingredienti in cerca di indizi di atti criminosi: niente, solo farine maltate. Poi mi sorge il dubbio: ma quali farine? La questione del grano non è così semplice: i contadini coltivavano il loro grano, quello che la Natura gli forniva da millenni e poi ad un certo punto sono arrivati dei signori che hanno detto loro “comprate questi semi, sono tutt’un’altra cosa”. Ora possono coltivare solo quelli, che sono sterili e li obbligano ogni anno ad acquistarne di nuovi… Sei indiano ed i tuoi coltivano da sempre l’albero del Neem, poi un giorno arriva la multinazionale W. R. Grace e lo brevetta…tu, che ce l’hai sotto casa da un secolo, ora per coltivarlo devi pagare. Sempre in India, la Monsanto ruba i semi ai contadini e brevetta la farina ottenuta da questo grano come anche l’impasto e «biscotti o altro, prodotto dalla farina…»…Biopirateria ! Rinuncio alle fette biscottate. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="postbody"&gt;Carne? Neanche a parlarne. Gonfiano i manzi e le vacche per riempire i loro muscoli d’acqua, per aumentarne il peso ed il relativo guadagno. Ma se metti una bistecca da 100 grammi in padella e te ne ritrovi 50 a bagnomaria, c’è qualcosa che non và. Non potendo reclamare presso le bestie - le quali, poverine, per essere state così gonfiate e spremute, sviluppano un sacco di malattie i cui costi ricadono su di noi -, andrò sotto casa degli allevatori con una brocca di brodaglia vaccina in mano: “ridatemi i soldi!”. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="postbody"&gt;Esco dal supermercato a mani vuote e con la coda fra le gambe. Che faccio, non mangio più? Non c’è un altro modo? Beh…qualcosa forse si può fare: informarsi, coltivare la propria consapevolezza e orientare le scelte in armonia con un principio etico di responsabilità e di giustizia. E poi parlarne con gli amici, mostrare loro certe assurdità del mercato, trasformando la propria rabbia in una dialettica contagiosa. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="postbody"&gt; Noi ci vogliamo provare. Voi prestateci orecchio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3472800434436142342-3326982239785973322?l=yogurtzine.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://yogurtzine.blogspot.com/feeds/3326982239785973322/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=3472800434436142342&amp;postID=3326982239785973322' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/3326982239785973322'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3472800434436142342/posts/default/3326982239785973322'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://yogurtzine.blogspot.com/2007/10/falce-e-fornello.html' title='FALCE E FORNELLO'/><author><name>Chicco</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05967123762897448990</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='14582166189108517209'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry></feed>